Voglio una ruota non è il solito documentario; è una storia di passione e determinazione. Il suo obiettivo è mostrare non solo come la bicicletta sia diventata nel tempo uno strumento di emancipazione femminile, ma anche come oggi la donna sfidi ogni giorno i pregiudizi pur di pedalare.

Pochi giorni fa abbiamo voluto stuzzicare la vostra curiosità presentandovi il progetto, ma oggi vogliamo stupirvi con due assaggi di video. La tecnica scelta, è una tecnica mista, che unisce il documentario tradizionale all’animazione. “Per me – ci racconta la regista Antonella Bianco – è il modo più efficace per ricostruire la storia d’amore (e di pregiudizio) tra donna e bicicletta. Se ne occuperà Daniela Pujia, che oltre ad essere una bravissima illustratrice e motion designer, è anche una cara amica. Oltre ad una parte introduttiva, che servirà a tracciare appunto la storia della bicicletta e il suo rapporto con le donne a partire da metà 800, l’animazione tornerà spesso durante il film, creando un fil rouge che lega le storie, i capitoli. Ho scelto Daniela perché amo il suo stile e il suo modo non convenzionale di vedere il mondo”.

Emozionati sono le interviste ad alcune delle protagoniste del documentario. La storia incredibile di Eyerusalem Dino Keli, per esempio, racconta il suo viaggio dall’Etiopia fino all’Italia. Il destino aveva già in serbo per lei un futuro da professionista.

Non vedete l’ora di scoprire le altre storie? Sbrigatevi a contribuire alla campagna di crowdfunding , avete tempo fino al 16 novembre.

In occasione della chiusura della campagna, domenica 15 novembre potremo festeggiare i traguardi di Voglio una Ruota, partecipando alla pedalata tra i luoghi nascosti di Milano, con le esploratrici urbane di Wonder Way. L’appuntamento è alle 14.00 da Bici&Radici, la bottega delle bici e delle piante in via N. D’Apulia 2. Alle 14.30 si parte in sella alla propria bicicletta per una pedalata alla scoperta delle meraviglie di Milano. Il pomeriggio sarà ricco di eventi, anche per chi non partecipa alla pedalata.
Tra un bicchiere di vino e l’altro, sarà l’ultima occasione per contribuire alla campagna di crowdfunding e vedere il proprio nome tra i titoli di coda.

“La cosa più importante – ci rivela Antonella – non è il lato economico, ma quello umano. Le persone ti contattano, si fanno incontri, nascono idee nuove. E soprattutto, ti rendi conto che c’è davvero l’esigenza di raccontare questa storia, che non è solo la tua storia ma di tanti altri e tante altre. Per questo abbiamo deciso di concludere in bellezza.”

Voglio una ruota non si ferma qui. Continuerà a girare per portare a termine il documentario e poter così raccontare tutte quelle storie di donne, bicicletta, libertà e progresso.