viaggio in giro per il mondo

Da Ingegneri a Globetrotter: un Viaggio in Giro Per il Mondo

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Sarà venuta in mente a molti di voi l’idea di mollare tutto e partire. Francesco Zamburlini e Stefano Tagliabue l’hanno fatto davvero e dall’ottobre 2016 al settembre 2017 hanno lasciato la loro città natale, Como, e hanno iniziato un viaggio in giro per il mondo. Francesco e Stefano, amici da sempre si sono dimessi dai loro lavori come ingegneri per viaggiare e sul blog di Sharewood ci raccontano la loro esperienza.

Quando avete cominciato a pensare all’idea di viaggiare in giro per il mondo? E come avete capito che era giunta l’ora di concretizzare l’idea e partire?

L’idea è maturata viaggio dopo viaggio; una volta terminati gli studi ed accumulati i primi risparmi, abbiamo iniziato un po’ alla volta ad esplorare il mondo. Prima qualche destinazione più vicina e più economica, poi un po’ alla volta abbiamo allargato (insieme, da soli o con altri amici) i nostri orizzonti. In particolare, ci è capitato più di una volta di raggiungere dei nostri amici in Paesi più “insoliti” e meno battuti dal turismo di massa, come ad esempio il Costa Rica o la Colombia.

Al termine delle canoniche due settimane di ferie, prima di imbarcarci in aereo alzavamo gli occhi verso il cielo e il pensiero era sempre lo stesso: “quattordici giorni per vedere un Paese sono troppo pochi e le prossime due settimane di ferie saranno, almeno, tra qualche mese. Il mondo è troppo grande per essere visto e vissuto in così poco tempo”.

Così, passati da poco i trent’anni, ci siamo detti: “Se vogliamo fare il classico anno sabbatico, ora o mai più” e nel corso di marzo del 2015 abbiamo deciso di partire per circa un anno a partire dall’ottobre del 2016.

viaggio in giro per il mondo

Quali Stati avete visitato durante il vostro viaggio? Siete partiti avendo un itinerario preciso o avete deciso che luoghi visitare lungo il percorso?

L’elenco dei Paesi attraversati è lunghetto, quindi ve lo risparmiamo! Siamo però stati in quattro continenti, viaggiando verso est e partendo dalla Russia per poi raggiungere la Cina, il Sud Est Asiatico, l’Australia ed attraversare poi il Pacifico per risalire tutto il Sud America da Ushuaia, la città più a sud del Mondo fino a Cuba (per Francesco) e New York (per Stefano).

Avevamo in testa un itinerario di massima, con alcune località che volevamo assolutamente toccare durante il nostro viaggio ed alcuni amici che volevamo andare a visitare. Però si decideva di volta in volta come e dove spostarsi. Indicativamente, cercavamo di prenotare i voli più brevi con circa tre settimane di anticipo e i voli per gli spostamenti più lunghi con un anticipo di uno o due mesi. Durante il periodo trascorso in Sud America decidevamo spesso la tappa successiva di giorno in giorno grazie al fatto che ci spostavamo quasi esclusivamente con degli autobus locali.

Il motto del vostro viaggio, che dà anche il nome al blog nel quale avete raccontato le vostre avventure, è “Be World Citizens”. Vi siete sempre sentiti cittadini del mondo o avete imparato ad esserlo con il tempo?

Oltre al mero “turismo”, l’idea di questo viaggio in giro per il mondo era appunto quella di provare ad integrarsi e di capire le altre culture e le altre popolazioni, che spesso differiscono molto dalla nostra. Qualcosa ci è sembrato non avesse particolarmente senso (come ad esempio i cinesi che mangiano facendo tantissimo rumore con la bocca o che sputano a terra senza ritegno), mentre abbiamo apprezzato molto altri aspetti delle culture con cui siamo entrati in contatto come ad esempio il fatto che in alcuni paesini del Sud America in molti ci salutavano e magari ci chiedevano “come va?”, senza nessun secondo fine.

Spostandoci spesso, dobbiamo ammettere che non c’è stata una profonda integrazione, ma abbiamo comunque conosciuto tantissime persone e ci ha stupito molto l’accoglienza ricevuta in diversi casi. Spesso abbiamo deciso di fidarci di quanto ci veniva offerto di locali (es. passaggi in autostop, un pasto o altro) e ne siamo stati felici.

Ovviamente pensiamo sia opportuno partire comunque con una mentalità abbastanza aperta e se si ha qualche base di Inglese o di Spagnolo è decisamente meglio.

viaggio in giro per il mondo

Avete intrapreso il giro del mondo sapendo di poter contare sul sostegno l’uno dell’altro. Pensate che avreste trovato ugualmente il coraggio di partire se foste stati soli?

Questa è una bella domanda. Durante il nostro viaggio in giro per il mondo ci siamo separati per circa un mesetto perché Stefano era già stato in Perù, quindi ci siamo lasciati in Bolivia per poi ritrovarci in Ecuador. Facendo un viaggio come il nostro in verità si è raramente soli, perché al di là delle persone locali, ci sono tantissimi altri ragazzi (prevalentemente del Nord Europa) che sono in viaggio con lo zaino in spalla e molti di loro si vedono e rivedono più di una volta. Nel nostro caso ad esempio, siamo riusciti a incontrare un ragazzo francese sei volte in sei luoghi diversi senza aver preventivamente organizzato alcun appuntamento.

Proseguire il viaggio da soli, però, è molto più semplice che partire da casa in solitaria. La decisione di partire, anche da solo, l’ha presa in origine uno di noi, ma probabilmente confidando che anche l’altro avrebbe accettato la pazza proposta!

Uno degli aspetti che caratterizza ogni Paese è la sua cultura culinaria. Qual è il piatto tipico più particolare che avete assaggiato?

In generale, abbiamo avuto una dieta di pollo e riso che ci ha accompagnato per tutto il viaggio. In particolare, in Ecuador, Bolivia, Perù e Colombia, era spesso disponibile un piatto unico a pochi euro contenente appunto riso, pollo, fagioli e un po’ di verdure.

Ci ha stupito molto la varietà di cibo nei vari Paesi del mondo e, soprattutto in Cina, la varietà di modi per cucinarlo (alla griglia, al vapore, bollito). Il piatto più particolare l’ha mangiato proprio in Cina Francesco, mettendosi in bocca un succulento scorpione fritto.

Sappiamo che scegliere non dev’essere facile ma dovendo farlo, qual è stato il luogo che più vi è rimasto nel cuore?

Tanti sono i luoghi che ci hanno regalato emozioni, ma quelli che ci sono piaciuti di più sono quelli che hanno saputo offrirci di tutto ovvero paesaggi, natura, storia, tradizioni ed architetture singolari.

Dovendo scegliere un posto solo, menzioniamo i templi di Angkor a Siem Reap in Cambogia. E’ incredibile cosa siano state in grado di realizzare le popolazioni Khmer e come la natura si sia poi ripresa quei luoghi, con alberi enormi che affondano le loro radici tra le mura delle rovine dei templi.

viaggio in giro per il mondo

Sharewood è una grande community di sportivi, quindi vi chiediamo: quali sono i luoghi più affascinanti dove fare rispettivamente surf, immersioni, trekking ed escursioni in mountain bike?

Senza dimenticare che molte delle località più affascinanti del mondo le abbiamo in Italia, ecco le nostre scelte:

Surf: Australia, Thailandia.

Immersioni: Filippine, Belize, Colombia

Trekking e Mountain Bike: Perù, Cile, Patagonia ed alcuni posti nell’entroterra della Cina.

Tra tutte le esperienze “sportive” metteremmo come immancabili la “carretera de la muerte” a confini di La Paz la capitale della Bolivia, un downhill di oltre 60 km che parte da più di 4600 metri di altura e i trekking su vulcani in Centro America, uno fra tutti il vulcano Acatenango, uno spettacolo incredibile.

Come ultima domanda vi chiediamo se, potendo tornare indietro, cambiereste qualcosa del vostro viaggio in giro per il mondo.

L’avremmo fatto durare almeno un paio d’anni probabilmente! Benché abbiamo viaggiato a ritmo molto spedito (mediamente 2 notti per luogo attraversato), ci siamo lasciati indietro tantissime cose da vedere.

A parte gli scherzi, uno dei nostri dubbi più grandi è se sia stato meglio farlo come l’abbiamo effettivamente fatto o se, invece, sarebbe stato meglio correre di meno e goderci e vivere di più i posti visitati. Fermandoci ad esempio un anno intero solo in Sud America o solo in Asia ed Australia.

In entrambi i casi, ci sono tantissimi pro e contro, quindi non abbiamo una risposta definitiva a questa domanda. Sicuramente l’importante è mettersi lo zaino in spalla e viaggiare!

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