Fra gli sport che si stanno diffondendo a macchia d’olio sulle nostre montagne, uno dei più scenografici è sicuramente lo snowkite. Proveniente da oltreoceano, lo snowkite nasce dalla voglia di sperimentare nuove soluzioni per massimizzare il divertimento sui pendii innevati, esperimento che sembra davvero riuscito: osservare la danza degli snowkiter fa scattare qualcosa nel petto e dire “voglio provare anche io”.

Ma come si pratica? Dove si pratica? È pericoloso? È difficile? In questo articolo vogliamo fare una breve panoramica dello snowkite, così da fugare alcuni dei dubbi più comuni.

Snowkite: aquilonismo e montagna

Lo snowkite fa parte di quel novero di sport che va sotto l’etichetta di “aquilonismo da trazione”, dal momento che il tratto distintivo è l’impiego di un aquilone per muoversi sfruttando la forza del vento. Essendo basato su un principio ben consolidato (sfruttare le correnti ventose) e potendo contare sulla modularità del kite, l’aquilonismo ha trovato diverse applicazioni di successo: quella più nota riguarda senza dubbio il kitesurf, ma possiamo menzionare anche il kitelandboarding e il kitebugging. In un certo senso, dato che lo snowboard è particolarmente affine al surf, possiamo dire che il suo utilizzo per affrontare i pendii montuosi a bordo di una tavola sia quasi scontato.

Diversamente dai suoi parenti prossimi, lo snowkite risulta però decisamente più versatile, dato che può essere sfruttato in molti modi diversi e aggiunge interessanti dimensioni agli sport invernali. A seconda delle proprie inclinazioni e del proprio livello di abilità si può scegliere di:

  • Cimentarsi in evoluzioni freestyle
  • Usare la vela come skilift per risalire i pendii e godersi discese mozzafiato lontano dagli impianti
  • Sfruttare l’aquilone come se fosse un parapendio e planare verso valle

I limiti di questo sport sono dati soltanto dall’immaginazione!

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L’equipaggiamento da snowkite

L’associazione più intuitiva è quella tra kite e tavola, ma vale la pena sottolineare che nulla vieta l’utilizzo di un paio di sci per praticare questo sport, anzi molti ci tengono a far presente come gli sci garantiscano una maggiore libertà di movimento — specie nelle fasi di partenza — e siano più agevoli da condurre quando si è intenti a risalire i pendii. Di contro, nei territori pianeggianti la tavola da snow è molto più divertente, oltre a risultare più familiare a chi già pratica kitesurf.

La tavola

Nel caso doveste quindi optare, come solitamente avviene, per l’impiego dello snowboard, rimane il dubbio relativo al tipo di tavola che meglio si presti a questa attività. In un precedente articolo abbiamo provato a far luce sulle diverse caratteristiche che è importante tenere in considerazione nella scelta di una tavola, per quanto riguarda lo snowkite è bene usare gli stessi parametri e chiedersi quale sia il proprio stile. Sebbene infatti alcuni produttori abbiano messo in commercio soluzioni specifiche per questo sport, la tendenza generale è quella di usare delle tavole standard; per questo motivo la prima domanda da porsi è quanto sia importante il freestyle nel proprio approccio alla disciplina.

Le tavole twin sono la scelta principe di chi pratica snowkite principalmente in piano, cimentandosi con evoluzioni sempre più articolate, mentre è meglio puntare per uno snowboard direzionale se si è improntati maggiormente al freeride. La flessibilità rimane un fattore da tenere in considerazione per l’utilizzo nei park, ma in generale è una variabile meno importante quando si è trazionati da un kite, sebbene sia comunque un aspetto caro a chi pratica freestyle.

La vela

Come ogni appassionato di kite ben sa, gli aquiloni si dividono in due tipologie: foil e pump. Il primo presenta una vela che mantiene la sua struttura una volta preso vento, mentre il secondo necessita di un gonfiaggio preliminare. Le vele pump sono molto utilizzate per il kitesurf e finiscono per essere la prima scelta da parte di chi viene da quel mondo, ma in realtà le foil sono la scelta principe per lo snowkite in virtù della loro versatilità.

Anche in questo caso bisogna chiedersi quale sia il proprio stile per effettuare una scelta con cognizione di causa. I foil sono ideali per chi pratica freeride e volo, perché le loro caratteristiche permettono di sfruttare alla perfezione anche venti deboli. La possibilità di essere subito pronti all’uso e di poterli riporre in fretta in uno zaino è un altro fattore molto apprezzato. Di contro, i pump offrono una trazione più forte e sono indicati per chi pratica freestyle, consentendo di effettuare lunghi volteggi, mentre si è sospesi a mezz’aria.

Le dimensioni sono un altro aspetto da considerare. Vele piccole sono indicate per l’utilizzo in zone pianeggianti, mentre per le risalite sono necessarie dimensioni più generose. Anche il manto nevoso influisce su questa scelta: la neve fresca offre più attrito rispetto alla compatta, richiedendo una vela sufficientemente grande per trazionare a dovere.

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Foto: Eelke Licenza: CC BY 2.0

Il vento

Il vento è il fulcro dello snowkite, quindi ha senso considerarlo come parte dell’equipaggiamento. Le condizioni del vento vanno studiate accuratamente e questo è l’unico aspetto effettivamente complicato di questo sport. Nella maggior parte dei casi sono sufficienti una decina di nodi, ma le condizioni ottimali si hanno attorno ai 15; non bisogna però badare soltanto all’intensità: le zone montuose sono molto soggette alle correnti ascensionali, motivo per cui è necessario seguire un corso per assumere le necessarie conoscenze e praticare questa disciplina in tutta sicurezza.

Lo snowkite è pericoloso?

Ogni sport va praticato con la necessaria consapevolezza, poiché i rischi sono sempre presenti, ma a dispetto delle apparenze lo snowkite non è particolarmente pericoloso. La curva di apprendimento è piuttosto lieve — inesistente per chi ha già esperienze di aquilonismo — e in breve tempo si può imparare a compiere evoluzioni in totale sicurezza. Un grado di attenzione maggiore è richiesto a chi decide di sfruttare la trazione per compiere risalite e fare freeride: in quei frangenti bisogna avere più familiarità con il vento e saper cogliere bene le caratteristiche della montagna, oltre a prestare moltissima attenzione quando ci si avventura su pendii innevati di fresco (il rischio valanghe non va mai sottovalutato). Ad ogni modo, dopo un periodo passato a prendere familiarità con la vela e imparare le precauzioni di base, lo snowkite può essere praticato da tutti, bambini compresi, in completa sicurezza.

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Foto: Wareck Licenza: CC BY-SA 2.5

Dove praticare snowkite in Italia

Per via delle sue caratteristiche, lo snowkite può essere praticato ovunque e questo fattore gli sta garantendo una diffusione capillare anche in Italia, Paese storicamente lento ad adottare nuovi trend. Infatti in molti casi basta uno snowpark sufficientemente esposto al vento o un pianoro innevato per potersi sbizzarrire con il freestyle, mentre il freeride è praticabile su quasi ogni pendio; le località turistiche non devono quindi compiere nessun adeguamento strutturale.

Per quanto riguarda gli sportivi invece, tutto quello di cui hanno bisogno per iniziare a divertirsi è un kite. Per chi si avvicina per la prima volta a questa disciplina e vuole capire se può essere lo sport dei suoi sogni, noleggiare la vela è senz’altro l’opzione migliore. Sharewood offre opportunità di noleggio per l’equipaggiamento completo (kite, trapezio e tavola) nella bellissima San Martino di Castrozza: freestyle, adrenalina e Dolomiti, riuscite ad immaginare qualcosa di meglio?

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Foto: Lorie Shaull Licenza: CC BY-SA 2.0