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Slackline: cos’è, come nasce e perché andrebbe provata

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Probabilmente vi sarà capitato almeno una volta di assistere a questa scena un po’ strana: ragazzi che, dopo aver teso una specie di corda tra due alberi (o due pali appositamente piantati), si accingono a camminarvi sopra per l’intera lunghezza. Chi non ha familiarità con la disciplina in questione può pensare si tratti di una specie di funambolismo, ma non ostante l’apparente somiglianza si tratta di un’attività un po’ diversa; la “corda” utilizzata si chiama infatti slackline e sta lentamente conquistando parecchi appassionati di sport outdoor.

 

Slackline: nascita e diffusione

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In realtà di per sé lo slacklining — questo il nome della disciplina — non è affatto una novità, essendo nato più di trent’anni or sono negli Stati Uniti, ma solo di recente ha iniziato a prender piede nel Vecchio Mondo, dopo aver riscontrato un ottimo successo in Sud America. Nel Nord Europa in particolare gode di molta popolarità, tanto che esistono degli appositi parchi in cui esercitarsi; in Italia si sta lentamente facendo conoscere, soprattutto nelle località di montagna.

La slackline non è propriamente una corda, bensì una striscia di tessuto (di solito nilon o poliestere) di larghezza compresa tra 2,5cm e 5cm, offrendo così una buona superficie d’appoggio ai piedi. Questo però non vuol dire che camminarvi sopra sia semplice, come chiunque abbia provato può confermare: dal momento che si deforma sotto il peso corporeo e tende ad ondeggiare, per restare in equilibrio sulla slackline è necessaria tantissima concentrazione e padronanza dei movimenti.

In effetti lo scopo dello slacklining è proprio quello di allenare la propriocezione e migliorare la familiarità con il corpo; la slackline è infatti nata come attrezzo propedeutico all’arrampicata, con la funzione di aumentare l’equilibrio degli sportivi. Benché questo sia tutt’oggi uno dei suoi principali impieghi, con il tempo lo slacklining si è ritagliato una schiera di appassionati che hanno iniziato a praticarlo come sport a sé stante e testarne fino in fondo le possibilità.

 

Una slackline, molte discipline

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Non è passato molto tempo dalla sua invenzione, prima che i vari appassionati dessero sfogo alla loro inventiva per immaginare vari modi in cui divertirsi sulla slackline. Essenzialmente possiamo individuare tre principali categorie.

 

Trickline

Esiste uno sport che non abbia una variante freestyle? Probabilmente no, visto che su una striscia in poliestere è possibile cimentarsi in evoluzioni mozzafiato. Il tricklining viene di solito effettuato su delle slackline un po’ più larghe del normale e prevede dimostrazioni di abilità che vanno dall’assumere particolari posizioni (ad es. sedersi a gambe incrociate), all’eseguire salti acrobatici sfruttando le caratteristiche elastiche della slackline. Ovviamente questa disciplina prevede anche delle gare, in cui i vari campioni di freestyle si sfidano in gironi ad eliminazione.

 

Longline

Il nome lascia poco spazio all’immaginazione: si tratta di percorrere delle fettucce molto lunghe, per tutta la loro estensione. Quanto lunghe? Si fa da 40 mentri, fino alle svariate centinaia! Dal momento che l’instabilità della slackline è direttamente proporzionale alla sua lunghezza, il longlining è davvero molto impegnativo e richiede altissimi livelli di concentrazione.

 

Highline

Forse la variante più scenografica, l’highlining consiste nel camminare in equilibrio su una slackline sospesa nel vuoto, ad altezze molto elevate. In questo caso gli sportivi usano un’imbragatura di sicurezza che li lega alla fettuccia, ma esiste una variante denominata free solo, in cui atleti molto esperti non fanno uso di alcuna protezione.

 

Come spesso accade per gli sport outdoor, i limiti sono dettati principalmente dalla fantasia. Esistono altre varianti dello slacklining, come ad esempio il waterlining (praticato sopra specchi d’acqua) o lo slackline yoga, ma siamo sicuri che col tempo ne nasceranno molte altre.

 

I molti benefici della slackline

Lo slacklining sta prendendo piede come sport a sé stante, anche grazie a spettacolari competizioni promosse da importanti sponsor, ma non è necessario diventare freestyler per godere degli indubbi benefici di questa disciplina. Come detto in precedenza, infatti, la slackline è stata concepita come attrezzo complementare all’arrampicata ed è tutt’oggi eccezionale per quello scopo. Allenarsi con una slackline ha effetti positivi in tutte le attività che richiedono equilibrio e in generale controllo del proprio corpo: non solo climbing, ma anche surf, SUP, snowboard, skateboard, sci e molto altro.

Le virtù della slackline non sono passate inosservate nemmeno agli occhi di chi è attento al fitness. Praticare slacklining allena tutti i muscoli stabilizzatori che spesso e volentieri vengono trascurati dai tradizionali programmi di fitness, per non parlare degli effetti positivi che produce sulla forza e la mobilità delle caviglie. Questi motivi rendono la slackline un’eccezionale strumento anche per chi sta attraversando una fase riabilitativa, o semplicemente per chi vuole mantenersi in forma durante periodi di inattività.

 

La slackline, insomma, è davvero per tutti e fornisce una buona scusa per passare del tempo all’aria aperta.

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