Tipicamente le comunità outdoor sono molto affiatate, grazie alla forte passione che cementifica i loro legami e li fa sentire parte di una grande famiglia. Esistono però argomenti così controversi che mai andrebbero toccati, se non si vuole scatenare feroci discussioni e potenzialmente rovinare consolidate amicizie. Fra la comunità degli sciatori, ad esempio, basta una sola parola per aprire le porte dell’Inferno: skiboard.

Ma cos’è esattamente lo skiboard? Come suggerisce il nome, si tratta di uno sport invernale che unisce elementi di snowboard e sci, al fine di assicurare il massimo grado di libertà durante la sciata. Esteticamente gli skiboard si presentano come degli sci molto corti e solitamente abbastanza tozzi; a seconda del modello scelto può sembrare quasi di avere due piccole tavole da snowboard ai piedi. Questi sci vengono spesso erroneamente chiamati snowblade, che però è il nome degli skiboard prodotti da Salomon e non identifica l’intera categoria.

Dagli Atomic Glider agli Snowblade: la Storia dello Skiboard

L’utilizzo di sci molto corti è un’idea piuttosto vecchia: data la praticità di trasporto sono stati usati fin dagli anni ’40 da escursionisti che si trovavano a dover attraversare i ghiacciai. La commercializzazione di massa iniziò soltanto nel 1982 con gli Atomic Glider, degli sci di 63 cm pensati per venire riposti nello zaino ed estratti all’occorrenza.

Fu però negli anni ’90 che esplose la popolarità degli skiboard. Non si trattò di un boom improvviso, quanto piuttosto una lenta evoluzione guidata dalla voglia di sperimentare qualcosa di nuovo e ampliare gli orizzonti dello sci. Questo periodo di frenesia creativa iniziò negli Stati Uniti, portando alla fondazione della GrooveUSA, ma si estese in fretta fino al vecchio continente dove, nel 1997, la tedesca Salomon rilasciò la sua concezione degli skiboard: i famosissimi Snowblade.

Da quel momento in poi la fama dei “mini-sci” ebbe un’impennata verticale: divenne piuttosto comune scorgere skiboarder sulle piste, cosa che portò l’offerta ad aumentare ulteriormente; nei primi anni 2000, ben 25 compagnie commercializzavano una qualche variante di questi sci. Una volta giunta all’apice, la loro popolarità iniziò a calare, portando scompiglio tra i produttori: molte aziende chiusero e persino Salomon per un periodo smise di vendere i suoi Snowblade.

Lungi dall’essere la fine di questo sport, tale battuta di arresto fu proprio ciò che serviva per portare a maturazione gli skiboard. Entrarono in gioco nuovi produttori, come ad esempio Revel8, che si misero a sperimentare ancora con le caratteristiche degli sci per venire sempre più incontro alla nicchia di appassionati che reclamava a gran voce il proprio posto sulle piste. Lasciati alle spalle i tempi turbolenti, oggi lo skiboard è più in salute che mai, come dimostrano le competizioni mondiali in cui i campioni della disciplina si sfidano fino all’ultima evoluzione.

Skiboard sci freestyle
Foto: Greco Licenza: CC BY 3.0

Comodi come gli sci, versatili come una tavola

Come detto in apertura, gli skiboard sono più corti dei normali sci, con una lunghezza che varia tra i 70 e i 130 centimetri, ma presentano degli attacchi standard e possono quindi essere indossati con dei classici scarponi da sci. In modo analogo alle tavole da snowboard, hanno una forma solitamente simmetrica, con punte e code esattamente della stessa dimensione.

La lunghezza, così come la larghezza, non varia tanto in base alla stazza dello sciatore, quanto in base all’attività principale per cui li si vuole impiegare. Gli skiboard più lunghi sono più veloci di quelli più corti, che a loro volta risultano più facili da controllare e garantiscono una maggiore agilità. La larghezza si rapporta invece al tipo di terreno che si vuole affrontare: maggiore è la superficie occupata, migliore sarà la resa in neve fresca; gli skiboard più sciancrati sono invece concettualmente simili a dei normali sci, essendo concepiti per l’utilizzo in pista.

A seconda delle preferenze si può scegliere di montare degli attacchi da snowboard, dipende solo dalla propria inclinazione. Tutto, negli, skiboard, ruota attorno a comodità e libertà di movimento, motivo per cui è consigliabile non optare per scarponi troppo rigidi: durante la discesa il peso non va portato molto verso valle come nello sci classico, ma si deve tenere una postura molto più rilassata e centrata sul proprio asse del corpo. Per questo motivo sono in commercio degli scarponi appositamente pensati per questo sport, molto più morbidi all’altezza della caviglia. Ad ogni modo il loro acquisto è tutt’altro che indispensabile: gli skiboard si possono adattare a qualsiasi tipo di attacco.

I Vantaggi dello Skiboard

Skiboard è divertimento puro: non richiedendo l’utilizzo dei bastoncini, la sensazione che si ha sfrecciando per i pendii è di estrema libertà. A questo si aggiunge una curva di apprendimento molto bassa che rende superfluo il prendere lezioni, se già si ha esperienza con sci, snowboard o persino pattinaggio. Tutto ciò rende lo skiboard perfetto per chi vuole semplicemente spassarsela su ogni tipo di terreno innevato.

L’affinità allo snowboard, unita alla loro estrema manovrabilità, li ha fatti entrare in fretta nel cuore di chi non può fare a meno dell’adrenalina. Scivolare per i fuoripista innevati con questi sci ai piedi è un’esperienza davvero unica, per non parlare della facilità con cui gli amanti dei dossi possono disegnare evoluzioni nell’aria. Quello acrobatico è uno degli aspetti più interessanti: la conformazione degli skiboard — specie i modelli più larghi — li rende perfetti per le attrazioni degli snowpark.

Non è però necessario essere esperti freestyler per innamorarsi di questi sci: grazie all’estrema manovrabilità, la tecnica passa in secondo piano per lasciare il campo al divertimento più sfrenato. Questo non significa però che gli skiboard non possano avere una valenza didattica, anzi. Per chi vuole perfezionare la propria abilità nell’utilizzo degli sci classici può essere utile introdurre gli skiboard per esercitarsi con il bilanciamento del peso. Un difetto di chi sta imparando a sciare è infatti quello di sbilanciarsi troppo all’indietro: con gli sci classici può essere difficile correggere questo vizio perché la loro lunghezza permette lo stesso di sciare in modo discreto, ma la stessa forma tenuta sugli skiboard garantirebbe delle sonore cadute.

Le Principali Critiche

Come mai allora gli skiboard attirano l’astio di sciatori e snowboarder? Chiedendolo ai diretti interessati si ottengono un ampio ventaglio di risposte che vanno dalla “pessima stabilità” alla “estetica orrenda”. In realtà molte delle obiezioni rivolte a questi sci, oltre a dimostrare scarsa familiarità col mezzo, partono da un significativo errore di fondo: l’equivalenza tra skiboard e Snowblade.

Come già detto, gli Snowblade sono una variante di skiboard prodotta dalla Salomon e non sono adatti a tutti i tipi di percorso. Giudicare un’intera categoria di sci sulla base di una singola variante non è troppo diverso dal bollare le mountain bike come scomode per via di una cattiva esperienza avuta in BMX.

Forse però la motivazione si basa più che altro su dei pregiudizi: gli skiboard sono percepiti come “né carne, né pesce”, come un ibrido senza senso pensato per chi non ha voglia di impegnarsi per imparare un vero sport. In realtà esistono a testimonianza della voglia di divertirsi sulla neve, nonché dell’apertura a sperimentare nuovi approcci alla sciata. Servirebbe più apertura mentale per consentire maggiore diffusione ad uno sport che, nonostante la sua giovane età, è riuscito ad entrare nel cuore di moltissime persone in tutto il mondo.

Skiboard noleggio

Lo skiboard va ad inserirsi a metà strada fra sci e snowboard, senza la pretesa di rappresentare una terza via, ma volendo semplicemente essere un’attività a loro complementare. È comprensibile una certa ritrosia a provare questo tipo di sci, in fondo l’attrezzatura sportiva ha semore un costo non da poco. Per questo motivo  vi consigliamo di provarli a noleggio, così da capire se possono fare per voi, invece di ricorrere ad un “acquisto al buio”. Ad ogni modo, date loro una chance, potrebbero sorprendervi!