È sempre interessante indagare l’origine di uno sport outdoor perché spesso ci si trova a scoprire come ciò che oggi è divertimento, un tempo potesse nascere da un’impellente necessità. Altre volte invece è puramente la voglia di adrenalina, unita ad un minimo di inventiva, che porta alla nascita di alcune attività un po’ stravaganti che lentamente conquistano schiere di appassionati. È questo ad esempio il caso della skibike.

Skibike, Snowbike o Skibob?

L’origine di questo sport è molto semplice: un giorno di fine ‘800 qualcuno ha pensato di unire il telaio di una bicicletta a degli sci. Questo esperimento è finito per avere avuto un successo insperato. Non certo come mezzo di trasporto, essendo al skibike meno versatile per spostarsi sui pendii rispetto a sci e snowboard, ma come equipaggiamento outdoor molto divertente e di facilissimo utilizzo. Nel 1967 sono stati istituiti i primi campionati mondiali di questa disciplina, che ha quindi visto crescere lentamente la propria popolarità.

Se vi è poco da dire riguardo la storia della skibike, vale invece spendere qualche parola riguardo il nome: lo sport in questione si chiama skibobbing. “Skibob” è infatti il termine che andrebbe usato per indicare questo mezzo, ma la palese somiglianza con le biciclette, unita alla scarsa pubblicità di cui gode questa disciplina, hanno fatto si che sempre più persone si riferissero agli skibob con in termini “skibike” o “snowbike”. Un errore diventato così comune che ormai solo alcuni appassionati usano il nome corretto, dato che anche diversi rivenditori pubblicizzano il loro prodotto come “skibike”. In fin dei conti però l’importante non è il nome: l’importante è montare in sella!

Snowbike - skibike
Foto: Bernd Brenter Licenza: CC BY-SA 3.0

Come guidare una skibike

La curva di apprendimento per condurre una skibike (o skibob, o snowbike) non è per nulla ripida, essendo l’esperienza molto simile a quella di guidare una normale bicicletta. La principale differenza sta nell’utilizzo del sellino, che risulta un’indicazione su dove tenere il bacino più che un vero supporto per il corpo. Infatti per cambiare direzione con la skibike è necessario muovere le anche per spostare il baricentro, cosa che risulta molto più agevole se non si sta tutto il tempo seduti sulla sella. Imparare come curvare bene è essenziale, essendo praticamente l’unico modo con cui fermarsi, proprio come avviene con gli sci.

La possibilità di potersi sedere durante la discesa ha fatto sì che, inizialmente, la skibike fosse utilizzata da persone che non avevano le gambe sufficientemente forti per utilizzare sci o snowboard. Questo sport però è riuscito ad attirare l’attenzione di sportivi in cerca di emozioni forti: le skibike, per quanto leggere, sono più pesanti di un paio di sci e conferiscono una notevole aerodinamicità, permettendo di raggiungere velocità molto elevate. La loro grande manovrabilità le rende particolarmente indicate per sfrecciare nei sottoboschi innevati, attività molto gradita a chi pratica abitualmente downhill.

I vari volti della skibike, tra varianti e ispirazioni

Il bello di avere a che fare con un prodotto nuovo e poco sfruttato è poter sperimentare, modificare, trovare nuove soluzioni. Con il passare del tempo lo skibob si è diviso in (almeno) due varianti che, pur condividendo l’idea di base, optano per un approccio leggermente diverso. La skibike classica, in tutto e per tutto simile ad una bicicletta, ha un assetto aerodinamico ed è pensata per fondersi con il conducente, privilegiando la velocità di discesa. Abbiamo poi una versione più interessata al controllo che alla velocità, in cui sono assenti i supporti per i piedi, poiché è previsto che il conducente indossi dei mini-sci. Il loro scopo è aiutare il controllo durante le curve e, occasionalmente, in fase di frenata. Interessante notare come in questa seconda versione l’assetto sia reso più stabile per via del sellino posto in una posizione ribassata; tutte queste accortezze rendono tale tipologia di skibob particolarmente adatta a bambini e principianti.

Vale poi la pena spendere due parole anche su un mezzo ispirato dalla skibike, che però ha optato per una forma più simile a quella di un monopattino: lo snowscoot. Nato in Francia nei primi anni ‘90, questa particolare skibike presenta il telaio di una BMX montato su due piccole tavole che, per la loro larghezza, ricordano più degli snowboard che degli sci. La caratteristica dello snowscoot è l’assenza di un sellino: il conducente deve rimanere in posizione eretta e questo finisce per rendere la guida più stancante rispetto a quella offerta da una skibike classica. In compenso la maggiore superficie di appoggio offerta dai suoi “pattini” ne fanno un mezzo particolarmente indicato per affrontare la neve fresca.

Skibike

Skibike: pericoli ipotetici e inutili divieti

Negli ultimi anni si sta assistendo ad una crescita di popolarità da parte delle skibike, cosa che purtroppo va di pari passo a qualche resistenza. Non parliamo soltanto della diffidenza da parte di chi non ha mai provato (comprensibile quanto inevitabile), ma anche di limitazioni istituzionali. Dal 2012, ad esempio, in Piemonte è vietato l’utilizzo di questi mezzi sulle piste da sci. Un vero peccato, soprattutto perché si tratta di sport particolarmente utili per tutte quelle persone che hanno subito infortuni agli arti inferiori, le skibike rappresentano quindi un’opportunità per rendere le piste più accessibili.

Le motivazioni che potrebbero portare a bandire le skibike dalle piste vertono tutte su una loro supposta pericolosità. È sacrosanto voler tutelare la sicurezza degli sciatori, ma questi mezzi non rappresentano un pericolo in quanto tali: la responsabilità è sempre di chi guida, è il conducente a dover attenersi alle regole di comportamento e moderare la velocità in base alle condizioni del tracciato e, soprattutto, all’affollamento delle piste.

Comunque la si veda, lo skibobbing è uno sport che continuerà a crescere, per la gioia di chi ama l’outdoor, che vedrà ancora di più ampliate le possibilità di divertimento.