Procida sarà Capitale Italiana della Cultura 2022 con il dossier “la cultura non isola”.

Trionfa il mare come elemento di connessione, l’isola minore, l’Italia più nascosta e intima. L’Isola del Golfo di Napoli dai variopinti borghi e i vicoli silenziosi ha avuto la meglio sulle altre 9 meravigliose realtà italiane.

Ci accompagnerà “nell’anno della rinascita” come espressione e segnale di rilancio del turismo consapevole e di prossimità. 

Il progetto culturale dell’isola tirrenica: “la cultura non isola”

Un’isola è un ponte con ogni mondo possibile, un mare di diversità che si estende all’infinito. La cultura sull’isola è una nuova identità da costruire insieme” narra la voce del video della candidatura Capitale Italiana della Cultura di Procida. Certamente un messaggio poetico in primis, una visione della cultura che dalla piccola realtà isolana si carica di significati profondi, specialmente nel periodo che stiamo vivendo.

Il progetto culturale della Capitale Italiana della Cultura 2022 è alla base non solo dell’isola tirrenica ma di tutte le realtà costiere. Un modello di sviluppo sostenibile del territorio sulla base culturale dell’undertourism. Ovvero la scelta di rivitalizzare destinazioni turistiche non inserite nella mappa più comune dei viaggi a favore delle comunità locali, investendo nelle relazioni umane, nei giovani e nei talenti.

Capitale Italiana della Cultura: come nasce 

L’iniziativa Capitale Italiana della Cultura nasce nel 2014. Nello stesso periodo Matera concorreva per il titolo di Capitale Europea della Cultura, conseguito nel 2019. La dedizione e la creatività delle altre finaliste convinsero il Ministero del Turismo e dei Beni Culturali a proclamare Capitali italiane della Cultura 2015 le altre cinque concorrenti.  Da quell’occasione è nata la candidatura per nominare la città meritevole del titolo di Capitale della cultura del Bel Paese.

Anno dopo anno viene scelta una città che rimarrà sotto i riflettori del turismo nazionale ma non solo: attraverso un progetto corale di investimenti e sinergie locali si adopererà per conservare le identità etniche e culturali del territorio

Quest’anno, per la prima volta nella storia è stata eletta una realtà più piccola, un borgo di pochi abitanti, un’isola e non un capoluogo di regione o di provincia. Procida raccoglie il testimone da Parma, che, causa pandemia, manterrà il titolo un anno in più del previsto.

La nomina di Capitale Italiana della Cultura 2023 andrà a Bergamo e Brescia, due delle città più colpite dalla pandemia. Anch’esse diventeranno un simbolico esempio di rinascita.

Scopri Procida, l’Isola di Arturo raccontata da Elsa Morante

I miei occhi e i miei pensieri lasciavano il cielo con dispetto, riandando a posarsi sul mare, il quale, appena io lo riguardavo, palpitava verso di me, come un innamorato”. Isola di Arturo – Elsa Morante.

É così che Elsa Morante descrive la sua amata isola. Una perla colorata incastonata nel golfo di Napoli, Procida è un’isola misteriosa, che abbiamo imparato a riconoscere grazie al romanzo della scrittrice italiana e nel film “Il Postino” di Troisi. Sicuramente meno celebre di Ischia e Capri, Procida è un’isola odi et amo che non si presta a un amore a prima vista o a un incontro fugace. Procida ti resta nel cuore per quel suo carattere schivo e introverso.

La vivacità delle tinte color pastello dei borghi, il turchese del mare, le barche in secca allineate nel porto e il castello che accoglie orgoglioso i visitatori sono la cornice naturale di questo luogo. Ma ancora di più, se avrai l’opportunità di recarti a Procida durante l’anno speciale per questa città, rimarrai affascinato e travolto dalla vita quotidiana degli abitanti. Come in un luogo sospeso nel tempo, addentrati nell’anima dell’isola, ascolta gli aneddoti dei pescatori, osserva la vecchietta indaffarata che stende i panni o il commerciante che spinge la carretta lungo il dedalo vicoli stretti che avvolge i borghi a picco sul mare. Per questo Procida è un’isola da percorrere a piedi, da assaporare e vivere con lentezza, come la vita dei suoi abitanti e l’infrangersi inesorabile delle onde. 

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