Abbiamo trascorso un intero pomeriggio con MbCrew per le strade di Milano e tra un salto e l’altro abbiamo capito quanto effettivamente le strade di Sharwood e quelle di questi ragazzi di Lambrate non siano poi così distanti. Da qui l’idea di raccontare con questo video e con questa intervista la loro storia.

Come e quando è nata l’idea MbCrew?

L’idea di creare un gruppo vero e proprio è nata più o meno tra il 2010 e il 2011 qui a Milano, eravamo poco più di 20 rider e tutti fanatici della bmx! Per identificarci con tutti i rider d’Italia abbiamo deciso di fondare la crew.

Da allora il nostro mondo è cresciuto e siamo diventati più di 100 tra rider, fotografi e amici. Questo ci da anche il senso di come il panorama del movimento milanese stia crescendo.

Perché avete deciso di unire bmx con il restauro di biciclette d’epoca?

L’idea di unire le due cose è nata quando avevamo il vecchio negozio, provenivamo tutti dalla bmx, ma è stato Simone a trasmetterci questa passione. La sua famiglia da generazioni faceva restauri di biciclette d’epoca. Da lì abbiamo deciso di specializzarci in questo campo, studiandone la storia, i marchi, e la componentistica.

Siete molto meticolosi?

Dove è possibile cerchiamo di risalire non solo alla data ma anche al tipo di manifattura che c’è stata dietro ad ogni lavorazione sia industriale che artigianale. Facendo questo lavoro si impara molta storia italiana soprattutto quando ti trovi davanti una bici dei primi anni del ‘900, si imparano trucchetti e lavorazioni che si facevano all’epoca.

Oltre a fare questi lavori nell’officina mbcrew customizziamo classiche bici, ricerchiamo il prodotto desiderato dal cliente e da un anno a questa parte produciamo telai su misura personalizzati da pista, da corsa, workbike e su richiesta anche bici da donna, il tutto prodotto da noi, teniamo molto al concetto di made in Italy!

Nell’ambiente urban ci sono spazi dedicati alla bmx?

Possiamo dirvi che in Italia ci si sta muovendo molto lentamente su questo frangente, non c’è molta cultura e si pensa troppo al calcio e troppo poco agli sport outdoor.

Nonostante tutto i ragazzi qui a Milano si ritrovano negli skatepark come quello del parco Lambro, l’ex area Motta, lo skatepark di lampugnano oppure su una pista di dirt (terra) che si chiama TK.

Spesso si usa lo scenario urbano (Street) per praticare bmx, uno dei posti molto gettonati è la stazione centrale, dove i ragazzi si ritrovano e girano su muretti, scalinate, rail (passamano).

Cosa chiedereste all’amministrazione pubblica per il vostro settore?

Chiederemmo una mentalità più aperta verso i giovani che praticano gli sport freestyle, servono strutture adeguate per allenarsi in sicurezza cercando magari di recuperare e riqualificare spazi urbani abbandonati.

Cosa consigliate a chi vuole avvicinarsi a questo sport?

Il nostro consiglio per chi vuole avvicinarsi a questo sport come prima cosa di scegliere con cura una bmx,  poi cercare un gruppo e delle persone che si allenano per andare nei luoghi di cui ad esempio vi abbiamo parlato. Cerchiamo sempre di aiutare chi approccia per la prima volta questo sport e siamo a disposizione di tutti nel nostro shop e sui nostri canali social.