Il territorio italiano è rinomato in tutto il mondo per i suoi importanti centri storici, riflesso di una cultura millenaria, incastonati in mezzo a paesaggi meravigliosi ed incredibilmente vari. A stuzzicare l’immaginazione dei visitatori sono di solito le località più note, come gli stupendi territori della Toscana, l’Eterna Roma o l’incantevole Venezia; esistono però porzioni dello Stivale altrettanto suggestive che passano ingiustamente in sordina, principalmente perché non vengono valorizzati e raccontati a sufficienza.

Questa Italia “parallela” meritevole di essere scoperta si estende un po’ lungo tutta la penisola e comprende sia pregevoli aree naturali, sia importanti costruzioni architettoniche risalenti ai periodi storici più disparati. In questo articolo noi di Sharewood vogliamo introdurvi ai territori compresi all’interno della provincia di Piacenza, una zona che storicamente ha goduto di grande interesse per le popolazioni del Nord Italia a causa della sua posizione geografica. Gli itinerari piacentini offrono tantissimo a chi ama pianificare escursioni (a piedi o in MTB), grazie ai numerosi borghi, ai maestosi castelli (più di 300!) e agli antichissimi sentieri che si perdono in aree naturalistiche di rara bellezza.

La Terra dei Castelli

Quella di Piacenza è la provincia emiliana che conta il maggior numero di castelli, questo territorio infatti ha costituito in passato una zona di spiccato interesse strategico: collocata sulla via che conduce alla Liguria, rappresentava un importante collegamento con il commercio marittimo per le città dell’entroterra. La necessità di proteggere questi traffici ha portato all’edificazione di numerose fortificazioni che oggi rendono quest’area particolarmente celebre per via dei suoi castelli: la Provincia di Piacenza ne conta circa 300, risalenti anche agli anni 1000.

In epoca medievale queste fortezze vennero edificate lungo la Via Francigena — itinerario battuto dai pellegrini diretti a Roma — e all’interno delle valli che si attraversano per raggiungere il Mare Ligure. Le roccaforti erano inoltre utili nel contesto dell’accesa rivalità che nel medioevo infiammava i regni di queste zone. Molte delle fortificazioni presenti nel piacentino devono la loro esistenza alla volontà che Carlo Magno ebbe di istituire dei feudi imperiali per la difesa delle vie commerciali.

Oggi il territorio conserva memoria di questo passato multiforme e gli itinerari piacentini offrono ai visitatori la possibilità di raggiungere tantissimi castelli in un’area territoriale non troppo vasta, alcuni dei quali sono tutt’oggi di proprietà delle famiglie nobiliari dell’Italia settentrionale. Gli antichi percorsi utilizzati per i traffici commerciali completano il quadro, mettendo a disposizione paesaggi in cui respirare la storia antica di questi luoghi, o semplicemente godere di bellissime escursioni in incantevoli vallate.

catello - itinerari piacentini

Alla Scoperta Delle Valli Piacentine

Il territorio, che si sviluppa tra la pianura e l’Appennino, ha una morfologia plasmata dai quattro corsi d’acqua che lo attraversano: il Trebbia, il Nure, l’Arda e il Tidone. Un fulgido esempio è la Val Trebbia, dove il fiume che le dona il nome ha scavato tortuosi percorsi che increspano il paesaggio in un modo davvero pittoresco. La fitta rete fluviale conferisce all’intera area una vegetazione rigogliosa che ospita diverse specie animali. È semplice dunque immaginare come mai il piacentino sia una zona d’elezione per chi ama il trekking: paesaggi da favola, verde rigoglioso ovunque, piccoli borghi caratteristici e castelli che spiccano all’orizzonte; praticamente un sogno ad occhi aperti.

Oltre ai fantastici panorami delle loro vallate, gli itinerari piacentini offrono anche la possibilità di camminare lungo alcuni percorsi antichissimi come la Via degli Abati in alta Val Nure, utilizzata in passato dai monaci di Bobbio per recarsi in visita al Papa. Considerata la variante appenninica della Francigena, la Via degli Abati è un cammino suggestivo affrontabile a piedi o in mountain bike, che ben si presta ad un tipo di turismo lento, volto ad esplorare a fondo le caratteristiche dei luoghi visitati, assaporandone a pieno ogni dettaglio. La Via degli Abati è soltanto uno dei tanti itinerari presenti in questa zona: la Val Nure è collegata alla vicina Val Trebbia dai molti valichi che un tempo rappresentavano importanti vie di commercio e oggi permettono ai turisti di avere una vista privilegiata su questa valle e sui suoi laghi.

L’altra grande valle dell’area piacentina è la Val Tidone, luogo perfetto per chi vuole essere trasportato indietro nel tempo. Dal Neolitico ai giorni nostri, questa zona si è sempre dimostrata adatta ad ospitare insediamenti umani, ma in alcuni periodi ben definiti è arrivata ad avere addirittura un’importanza strategica. Se gli antichi Romani trovarono necessario costruire dei castra in queste zone per monitorare le locali popolazioni celtiche, fu il Medioevo che vide l’accendersi dei riflettori sulla valle, terreno di confine tra Piacenza (Guelfa) e Pavia (Ghibellina). Degli scontri tra le due città sono state testimoni le molte fortificazioni che svettano sull’area e rendono particolarmente piacevoli le escursioni da queste parti. Degni di menzione sono in particolar modo il Castello di Zavattarello, un tempo sede di una scuola di guerra, e la Rocca d’Olgisio, dalle cui mura si può gustare un’invidiabile veduta sulla Pianura Padana.

Il Parco Regionale dello Stirone e Del Piacenziano

Impossibile parlare degli itinerari piacentini senza menzionare il Parco Regionale dello Stirone e del Piacenziano. Situato tra le province di Piacenza e Parma, questo parco naturale è un vero e proprio museo a cielo aperto, grazie ai tantissimi fossili fatti affiorare da secoli di erosione, che vanno ad arricchire i già bellissimi percorsi naturalistici. Questi reperti di grande rilevanza paleontologica risalgono alle ere Ternaria e Quaternaria, in cui la regione era ricoperta dalle acque. I fossili più importanti sono custoditi nel Museo G. Cortesi, ospitato in un edificio antico all’interno della suggestiva cornice offerta dal borgo di Castell’Arquato, arroccato sulle alture della Val d’Arda.

Il parco in questione comprende due aree un tempo distinte, il Parco Fluviale dello Stirone e la Riserva Naturale Geologica del Piacenziano, che nel 2011 sono state unificate per motivi amministrativi. Partendo dal piacenziano, dunque, la riserva naturale travalica il torrente Arda (che divide le province di Piacenza e Parma) e si estende seguendo il corso del torrente Stirone fino alle porte di Fidenza. Complessivamente offre un’area sufficientemente vasta da consentire lunghe camminate in mezzo al verde, intervallate da doverose soste per ammirare la fauna e la flora locale (questa zona è ottima per gli amanti del birdwatching) o semplicemente per godere dei caratteristici scorci offerti dalla morfologia del parco. L’erosione del torrente infatti, nel rivelare la presenza di numerosissimi fossili, ha plasmato il territorio donando alla zona degli imponenti calanchi.

Complessivamente il parco offre tantissimi itinerari, adatti ad escursionisti di tutti i livelli, che potranno tenervi impegnati per ore. Gli amanti delle due ruote non rimangono affatto a bocca asciutta, anzi! La Ciclovia dello Stirone, lunga ben 42km, è perfetta per chi vuole esplorare il parco in mountain bike!

Seguire Gli Itinerari Piacentini Per Scoprire L’Altra Italia

Abbiamo fatto il possibile per darvi un quadro generale della bellezza che la provincia piacentina è in grado di offrire ai suoi visitatori, ma purtroppo le parole sono limitate: questi luoghi vanno vissuti, assaporati, ma soprattutto promossi. Della valorizzazione di quest’area meravigliosa si sta occupando l’associazione culturale L’Altra Italia, il cui scopo è promuovere e diffondere un turismo responsabile in bellissimi angoli del nostro Paese che raramente sperimentano le luci della ribalta. Il suo progetto Terre di Piacenza testimonia il loro impegno nell’area in questione, la quale, trovandosi all’incrocio di ben quattro regioni italiane (Piemonte, Lombardia, Liguria e Toscana), è caratterizzata da cultura e tradizioni davvero sorprendenti e variegate.

La sua storia, unita alle caratteristiche morfologiche, la rende particolarmente adatta a venire scoperta lentamente, seguendo lunghi percorsi a piedi o in bicicletta. Per questo motivo L’Altra Italiasi premura di organizzare giornate dedicate ad escursioni negli itinerari piacentini, fra parchi, castelli e borghi medievali; il tutto completato da degustazioni di prodotti tipici (in particolare vino e salumi DOP) del territorio, che variano a seconda della valle in cui ci si trova.

Se vi trovate in una qualsiasi delle regioni limitrofe, date una chance alle valli del piacentino: non ne resterete delusi. E se siete alla ricerca di idee sugli itinerari da seguire, vi consigliamo di dare un’occhiata agli eventi di L’Altra Italia e valutare l’opzione di iscrivervi alle loro bellissime gite guidate. Rompete gli indugi: calzate le scarpe da trekking, inforcate lo zaino e preparatevi ad un tuffo indietro nel tempo!