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Freeski: cos’è e perché ha cambiato le regole del gioco

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Se siete appassionati di sport outdoor e di sci in particolare, vi sarà probabilmente capitato di incappare in un video lanciato dalla Salomon: “Becoming History, 20 years of Salomon TenEighty”. Era il 1997 e la Salomon lanciava il suo primo paio di sci da Freestyle. A guardarli ora un po’ fanno ridere i TenEighty, sembrano più che altro sci da pista a cui sono state semplicemente alzate le code. Nessuno pensò che quel paio di oggetti dalle sembianze piuttosto buffe avrebbe dato via al freeski, il movimento sciistico che oggi crea più hype in assoluto.

Nasceva la “Canadian Air Force” in quegli anni, il movimento pionieristico del freeski che avrebbe cambiato per sempre le regole di questo sport. Loro ancora non lo sapevano. JP Auclair, Vincent Dorion, Shane Szocs, Philou Poirier e Mike Douglas pensavano solo a divertirsi, ispirati da quel movimento senza regole che era lo Snowboard, cercando di imitare i trick in aria proprio come facevano loro. Salomon creava appositamente per loro il primo sci twintip moderno, il TenEighty, che permetteva di sciare, di saltare e atterrare all’indietro. Nasceva così vent’anni fa il freeski con la Canadian Air Force, un gruppo di ragazzi alla conquista del cielo con un paio di sci ai piedi. Campeggiavano le magliette con scritto “FIS sucks”; sì perché il Freeski era prima di tutto una ribellione nei confronti della federazione internazionale di sci, che limitava questo sport solo alle discese tra i pali. I Rider erano delle rockstar a tutti gli effetti: facevano festa, avevano soldi e la gente li fermava per strada per farsi autografare la macchina. Era tutto assurdo, era qualcosa di spettacolare che la gente non aveva mai visto prima, ed è per questo che subito attirò una miriade di appassionati, fino a trasformarsi oggi in uno degli sport che più fa tendenza a livello mondiale.

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Dopo la Canadian Air Force, riconosciuta anche sotto il nome di “new school” grazie al distacco dalle regole imposte dalla FIS, si è diffuso nei primi anni duemila un movimento che si avvicina molto di più al freeski così come lo conosciamo noi oggi, composto da ragazzi vestiti larghi e colorati, che hanno innalzato ulteriormente il livello di questo sport grazie anche all’evoluzione dei materiali e delle strutture dedicate a questa attività. Nascevano i primi snowpark studiati ad hoc per questa disciplina, composti da rail, halfpipe e salti di ogni tipo e dimensione. Simon Dumont e Tom Wallisch erano senza dubbio due degli uomini di punta di questo movimento che cavalcava la stessa onda della Canadian Air Force.

L’evoluzione del freeski negli ultimi due decenni è stata impressionante. Si sono evoluti i materiali, infatti ora possiamo contare un’infinità di modelli di sci per tutte le condizioni: dagli sci prettamente da park, agli sci “All Mountain” più versatili, fino ad arrivare ai “powder rocker” per il migliore galleggiamento in neve fresca. Ma si sono evoluti anche i rider, ed assieme a loro anche le evoluzioni che di anno in anno raggiungono coefficienti di difficoltà stratosferici. Il freeski, nelle sue discipline regine come lo slopestyle e l’halfpipe, è diventato disciplina olimpica nel 2014, affermandosi così anche sui più grandi palcoscenici mondiali.

Ma cos’è il Freeski e perché ha cambiato completamente le regole del gioco?

Di per sé è un controsenso provare a limitare dentro ad una definizione un’attività che limiti non ne ha. Il Freeski è appunto lo sciare liberi in fuoripista, il saltare in park, il divertirsi in compagnia sui pendii delle montagne che ancora non sono stati sciati. Il Freeski è passare dove gli altri non sono ancora passati e lasciare la propria firma sulla neve con gli sci. È il fare per la prima volta un’evoluzione che nessuno ha ancora provato.

È una disciplina senza vincoli, senza competizione in cui tutti possono esprimersi come meglio credono. È uno sport che ha preso soprattutto i giovani, che altrimenti non si sarebbero avvicinati a questo mondo se fossero stati limitati da pali e piste.

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Oggi gran parte del turismo sciistico lo dobbiamo sicuramente al freeski, infatti anche i brand più noti si sono fatti trovare pronti sul mercato con sci che soddisfano qualsiasi tipo di esigenza. “Gli sci che diventano un mezzo di espressione e di evasione, un mezzo attraverso cui passare giornate indimenticabili in compagnia” come direbbe Candide Thovex, un altro uomo di punta di questo sport. Nel caso non foste ancora pienamente convinti che questa nuova disciplina faccia al caso vostro, con Sharewood avete la possibilità di noleggiare l’attrezzatura anche per una sola uscita, immergendovi così in questo nuovo mondo incontaminato. Non tornerete indietro facilmente. 

Insomma il Freeski è oggi una vera e propria tendenza, uno stile di vita che lascia libero chiunque di vivere la montagna nella maniera che crede migliore, senza alcun vincolo. È la gioia di sciare per il puro gusto di farlo, per sentirsi sempre giovani e attivi in un ambiente incontaminato come la montagna. A sentire le parole di Mike Douglas, 47 anni, pioniere di questo movimento, “è uno dei pochi sport che riesci a praticare da quando impari a camminare fino al giorno che non potrai più farlo”. 

 

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