Noi di Sharewood, lo sapete, siamo sempre alla ricerca di nuove esperienze da provare, così da potervi proporre solo le migliori. Di solito ci concentriamo su viaggi avventurosi e sport outdoor, ma oggi vogliamo parlarvi di qualcosa di un po’ diverso che siamo sicuri stimolerà la vostra curiosità: la vasca di deprivazione sensoriale.

Di cosa si tratta? Essenzialmente è una vasca caratterizzata da una chiusura a semi cerchio, l’acqua che la riempie è satura di sale e mantenuta costantemente a temperatura corporea. Lo scopo è annullare il più possibile gli stimoli sensoriali di chi vi si immerge: una volta chiuso il coperchio, si rimane in completa oscurità e perfetto isolamento acustico, mentre l’acqua salata fa galleggiare il corpo e, grazie al monitoraggio della temperatura, contribuisce a diminuire il più possibile gli stimoli tattili.

Ok, direte voi, ma perché qualcuno dovrebbe voler entrare là dentro? Ebbene, dalla sua invenzione negli anni ‘70, la vasca di deprivazione sensoriale ha lentamente guadagnato popolarità grazie all’esperienza surreale che fornisce e soprattutto al profondo stato di benessere e rilassamento che è in grado di provocare, anche dopo una sola immersione.

Jacopo, un ragazzo del nostro team ha avuto occasione di provare questa esperienza, ecco le sue parole:

Ci si mette qualche minuto ad abituarsi alla nuova condizione, ma si impara presto che il trucco per rimanere bene a galla e non rischiare di bagnarsi gli occhi (evitate: bruceranno come non mai) è rimanere immobili e cercare di rilassarsi. Il calore uniforme dell’ambiente facilita di molto il compito e presto si perde ogni desiderio di muoversi, mentre il leggerissimo moto ondulatorio dell’acqua — unico stimolo ambientale percepito — compie un massaggio che aiuta i muscoli a rilasciare la tensione accumulata.

A sentire le descrizioni di questa esperienza viene istintivo immaginarla come incredibilmente noiosa, ma in realtà ci vuole poco per perdere la cognizione del tempo, è quasi come rimanere sospesi in un limbo a metà tra il sonno e la veglia. Sinceramente ho dovuto resistere al richiamo di Morfeo, ma sono stato ricompensato per questo: ho potuto avvertire i muscoli del mio collo rilassarsi di botto, cosa che mi ha dato una incredibile sensazione di sollievo.

Come tutte le cose belle, l’immersione è finita troppo presto e ho dovuto uscire dalla vasca molto prima di quando avrei voluto. Una volta docciato, asciugato e rivestito sono tornato nel mondo reale; mi ci è voluta una mezz’ora per rendermi conto di essere completamente rilassato, forse per la prima volta dopo tanti anni. Non vedo l’ora di rifarlo!

Quando il corpo galleggia a gravità zero, cullato dall’acqua calda, lentamente rilascia le tensioni che ha accumulato nel corso dei giorni precedenti; un processo che, aiutato dall’assenza di stimoli da processare, porta anche il cervello ad assumere un atteggiamento più rilassato e quindi a recuperare ed ottimizzare le energie.

Per questo motivo si stima che un’ora passata nella vasca di deprivazione sensoriale equivalga a dieci ore di sonno profondo. Una volta terminata l’immersione, dopo un breve intontimento, si percepisce una netta differenza rispetto alle condizioni in cui ci si sentiva prima del “bagno”: i muscoli sono più rilassati, si ha l’impressione che un peso enorme sia stato sollevato dalle proprie spalle e la mente è calma come non lo è mai stata.

Essendo in grado di produrre effetti simili, la vasca di deprivazione sensoriale è spesso associata alla meditazione buddista o al training autogeno, con l’importante differenza che questa rende accessibili i risultati desiderati senza prevedere una curva di apprendimento — benché possano essere necessarie più immersioni per poterne godere appieno.

Oltre che come trattamento volto ad aumentare il benessere psicofisico, i benefici che è in grado di offrire ne hanno consentito la diffusione in ambito sportivo per migliorare le performance degli atleti. La permanenza nella vasca infatti ha importanti effetti benefici sul rilassamento dei muscoli, portando a diminuire i tempi di recupero dopo l’allenamento e aumenta l’efficacia della ricostruzione della memoria muscolare. Diverse ricerche hanno coinvolto sportivi professionisti che hanno regolarmente usato le tecniche di galleggiamento in vasca di deprivazione sensoriale ed i risultati hanno evidenziato una crescita delle performance individuali dei suddetti atleti di almeno il 25-30 %.

Dal momento che la deprivazione sensoriale prolungata può portare a stati alterati di coscienza, questi trattamenti hanno attirato l’attenzione anche di chi cerca esperienze “al confine con la realtà” e hanno ispirato alcune opere cinematografiche come Altered States, Minority Report e, più di recente, la serie TV Stranger Things. La vasca è inoltre utilizzata per diversi esperimenti in ambito neuroscientifico.

Alla luce di quanto detto, risulta chiaro come la vasca di deprivazione sensoriale sia un prezioso alleato contro quella che è forse la più grande piaga della modernità: lo stress. A meno che voi non siate tra i pochissimi fortunati che, per qualche strano miracolo, hanno giornate prive di schedules stingenti e attività tediose, quasi sicuramente avete imparato a conviverci e altrettanto probabilmente tale convivenza somiglia molto di più ad una triste rassegnazione. Se viaggi, sport e attività varie non sembrano essere sufficienti per liberarvi da questo problema, da oggi sapete che esiste un’esperienza in grado di rigenerarvi completamente e rimettervi sui binari, pronti a mordere la vita!