Il Capodanno ha origine dalla festa del dio romano Giano. Fu Giulio Cesare, nel 46 a.C., a creare il Calendario Giuliano, che stabiliva l’inizio del nuovo anno il primo giorno di gennaio. Gli antichi Romani usavano invitare a pranzo gli amici e scambiarsi il dono di un vaso bianco con miele, datteri, fichi e ramoscelli d’alloro, come augurio di fortuna e felicità.

Come viene festeggiato il Capodanno nel Mondo? Ecco le tradizioni e le usanze più originali degli altri Paesi.

Giappone

In Giappone il Capodanno è una festa dal forte valore spirituale, dedicata a Toschigami, la divinità del nuovo anno. Alla mezzanotte del 31 dicembre, i templi suonano le campane per un totale di 108 rintocchi, simbolo dei 108 peccati originali nella fede buddista. I Giapponesi credono che il suono delle campane possa perdonare i peccati compiuti nell’anno precedente.

La tradizione vuole che si presti molta attenzione alle azioni che si svolgeranno per la prima volta nell’anno nuovo: “Hatsumōde” è la prima visita ai templi buddisti o shintoisti. Le famiglie visitano i templi dopo la mezzanotte del 31 dicembre, per esprimere desideri attraverso particolari amuleti chiamati omamori, indossando il kimono e bevendo sakè. “Hatsuhinode” è la prima aurora dell’anno; Il Sole riveste un importante ruolo nella mitologia giapponese e per poter godere di questo spettacolo le persone si recano sulle spiagge o sulle montagne.

Cina

In Cina il Capodanno cade tra il 21 gennaio e il 19 febbraio, quando per il calendario cinese ha inizio il nuovo anno, che, come vuole l’astrologia, sarà contrassegnato da un segno animale. Questa festività, nota anche come festa di primavera, è una delle più importanti per la tradizione cinese.

Le celebrazioni iniziano la sera della vigilia, in cui si consuma un banchetto in famiglia, e terminano il quindicesimo giorno con la festa delle lanterne, durante la quale le persone sfilano per la città portando lanterne rosse. Il colore rosso, simbolo di fortuna e prosperità, è protagonista negli abiti e nelle decorazioni. Durante i festeggiamenti ha luogo la tipica Danza del leone, cioè una parata in cui un manichino rappresentante un leone marcia e danza al ritmo chiassoso e battente dei tamburi, per scacciare i cattivi spiriti e favorire l’arrivo della fortuna nel nuovo anno.

Brasile

In Brasile il Capodanno, o “Réveillon”, si festeggia sulle spiagge di Rio de Janeiro omaggiando la dea del mare Yemanjà, dea madre e protettrice dei naviganti, alla quale si chiede fortuna e buon auspicio per il futuro.

I fedeli, vestiti di bianco in simbolo di pace, lanciano in mare fiori e piccole barche contenenti dei doni per la dea. Nel suggestivo rituale la statua di Yemanjà, che nel sincretismo afro-cattolico viene identificata con la Madonna, viene abbandonata tra le onde dell’oceano. La festa è animata da spettacoli di cantanti, scuole di samba, e gli immancabili fuochi d’artificio per brindare all’arrivo del nuovo anno in modo brillante.

Messico

In Messico il nuovo anno si festeggia per l’intera giornata del 31, gettando nel fuoco pietre e mestoli di legno, simbolo degli spiriti malvagi. Questo atto liberatorio e propiziatorio è vissuto dagli abitanti con grande gioia. Per la “Nochevieya” un’attenzione particolare è da rivolgersi all’abbigliamento: un indumento rosso sarà di buon auspicio per un anno all’insegna dell’amore, mentre un dettaglio giallo prometterà infinita ricchezza.

Allo scoccare della mezzanotte, i Messicani sono soliti mangiare dodici chicchi di uva, esprimendo un desiderio per ogni mese dell’anno. Un altro simbolo tradizionale del Capodanno in Messico è una valigia vuota, che rappresenta l’anno nuovo da riempire di cose belle.

Russia

In Russia i più temerari seguono la tradizione di sfidare le gelide acque siberiane facendo il bagno il giorno di Capodanno, travestiti da Santa Claus. Qui il Capodanno viene festeggiato per due settimane consecutive, per via dell’unione delle tradizioni cristiano-cattoliche e ortodosse: dal 31 dicembre al 13 gennaio, data del Vecchio Capodanno, lo “Staryj Novyj God”. Questa seconda data è dovuta al vecchio calendario giuliano, che oggi viene ancora ufficialmente riconosciuto dalla chiesa cristiana ortodossa. Fu Pietro il Grande, nel 1699, ad importare la celebrazione del Capodanno il 31 dicembre, come già si faceva in tutta Europa.

I Russi amano festeggiare e il “tost”, cioè il brindisi, è un vero e proprio rituale che comprende un breve discorso di augurio dedicato alla salute, all’amicizia, all’amore o a qualsiasi argomento caro a chi lo pronuncia.

Quanto sarebbe bello trascorrere l’ultimo giorno dell’anno in un Paese straniero, aderendo al suo modo tradizionale di festeggiare? Per adesso non ti resta che fare gli auguri per il nuovo anno in tutte le lingue del mondo!


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